Mercati di Palermo: “non basta un bando per garantire il futuro del settore”
Il recente bando del Comune di Palermo per l’assegnazione di 443 posteggi vacanti fa tornare a parlare dello stato di salute del commercio su area pubblica nel capoluogo siciliano. Nonostante l’amministrazione abbia accolto alcune richieste sindacali — tra cui la riduzione dei costi amministrativi e dei diritti di segreteria — emerge una criticità profonda che va ben oltre la semplice burocrazia. Lo sottolinea Confimprese Palermo secondo cui la scarsa affluenza di richieste per posteggi, che un tempo rappresentavano un’ambita opportunità imprenditoriale, dimostra che il sistema mercatale ha bisogno di una svolta strutturale.
Una crisi che non si risolve solo con le procedure
Sbloccare le graduatorie e snellire le pratiche tramite il SUAP è un passo necessario, ma non sufficiente. Oggi i mercati rionali e storici di Palermo soffrono la concorrenza della grande distribuzione, la carenza di servizi di decoro urbano, parcheggi e una generale difficoltà nel ricambio generazionale degli operatori.
La doppia sfida: istituzioni e ambulanti
Il futuro dei mercati si gioca su due fronti:
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Il ruolo del Comune: Le istituzioni locali devono andare oltre la gestione dei bandi, investendo nella riqualificazione delle aree mercatali, nella sicurezza e in politiche attive di promozione commerciale.
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La responsabilità degli operatori: D’altro canto, gli ambulanti devono cogliere la sfida del cambiamento, puntando su qualità, innovazione nell’allestimento dei banchi e digitalizzazione dell’offerta per tornare ad attrarre i consumatori.
Il bando – secondo Confimprese Palermo – rappresenta un termometro impietoso: senza una vera e propria rigenerazione del mercato ambulante, la sola pubblicazione di posti liberi rischia di rimanere un’occasione inattesa o incompleta.

