Caso mercato a Ferrara: esplode la polemica sul trasloco all’Acquedotto
La tensione tra l’amministrazione comunale di Ferrara e gli operatori del mercato del lunedì ha raggiunto i massimi storici. Al centro della disputa c’è il trasferimento coatto delle bancarelle da Piazza Travaglio alla zona dell’Acquedotto, una decisione giustificata dal Comune con l’apertura di nuovi cantieri ma che sta incontrando una resistenza ferma da parte della categoria.
Come riportato da Il Resto del Carlino, l’ex presidente di Anva, Paolo Benasciutti, è intervenuto duramente sulla vicenda sottolineando come il mercato non possa essere spostato “come se fosse un arredo”. Secondo Benasciutti, la scelta di collocare gli stalli in un’area priva di altre attività commerciali mette seriamente a rischio la sopravvivenza stessa delle imprese ambulanti, spezzando quella sinergia vitale che esiste oggi con i negozi del centro storico.
Gli operatori, che hanno già annunciato sit-in di protesta e non escludono il ricorso al Tar, lamentano diverse criticità tecniche e logistiche nella nuova location dell’Acquedotto:
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Spazi inadeguati: I rami bassi degli alberi impedirebbero l’apertura corretta delle tende dei banchi.
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Viabilità e Scuole: La vicinanza con istituti scolastici creerebbe il caos negli orari di ingresso e uscita, con disagi sia per i genitori che per i furgoni degli ambulanti.
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Perdita di clientela: Spostare una sede storica significa, per molti, perdere il legame diretto con i clienti abituali che difficilmente si sposteranno verso la nuova area.
Dall’altra parte, l’assessore Angela Travagli, attraverso le colonne de Il Resto del Carlino, ha ribadito che la scelta è dettata dalla necessità di far partire i lavori pubblici garantendo comunque la continuità del servizio. Il Comune ha inoltre proposto un abbattimento del 50% del canone di occupazione per la fase sperimentale, ma la mediazione sembra al momento lontana: la maggioranza degli ambulanti preferirebbe opzioni alternative come il parcheggio Kennedy o il rimanere in zone più centrali.
L’appello lanciato dai commercianti al sindaco Fabbri è chiaro: non lasciare che questa decisione passi alla storia come la “fine” del mercato del lunedì, ma cercare una soluzione che tuteli realmente il lavoro e la tradizione di Ferrara.


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