Ambulanti biellesi a La Stampa: “un mercato per pochi schiacciato dagli iper”
L’edizione biellese del quotidiano La Stampa, in un articolo firmato da Katia Raco, fa il punto sul mercato di Biella sottolineando come il Comune stia cercando di valorizzare le due piazze che lo ospitano, ma anche che gli ambulanti lanciano un allarme: la concorrenza della grande distribuzione e una clientela sempre più anziana stanno mettendo in difficoltà il settore. Nonostante la presenza crescente di produttori agricoli, che puntano sulla qualità dei prodotti, la situazione rimane critica. Il mercato sta diventando sempre più “vecchio” e la sfida della grande distribuzione è sempre più pressante.
Francesco, che lavora in piazza da 60 anni, afferma che i tempi dei grandi incassi sono passati da almeno 25 anni. «Negli anni 90 eravamo in sei a servire, praticamente tutta la famiglia, e si correva tutto il giorno. Adesso siamo rimasti in due e riusciamo a malapena a coprire le spese. Vendiamo calze e intimo, ma se ci confrontiamo con i grandi colossi non c’è guerra. Sappiamo che tra poco arriverà Primark al centro commerciale Gli orsi: per noi sarà l’ennesima batosta». Anche Carlo, che vende scarpe, conferma che il mercato sta diventando sempre più “vecchio” e che non c’è ricambio generazionale. «Qualcuno al mercato viene, ma soprattutto in estate. Quando le temperature iniziano a scendere non vengono a trovarci nemmeno le persone più in là con gli anni. E’ inutile negare che il mercato stia diventando sempre più “vecchio”; fortunatamente ho diversi clienti fidelizzati, ma dopo di loro non c’è ricambio. Sembra non esserci futuro».
La tendenza demografica non riguarda solo i clienti, ma anche i commercianti stessi, con un aumento dell’età media degli imprenditori e dei lavoratori. Fausto, che gestisce un banco di formaggi da quattro generazioni, commenta: «Abbiamo prodotti locali e non, particolarmente apprezzati dai tanti amici e clienti che negli anni non ci hanno mai abbandonato. Questo ovviamente è un bene, ma oltre a loro non si vedono mai visi nuovi. Il rito di fare la spesa al mercato, che in passato era una consuetudine per le massaie, sembra essere superato. Andiamo avanti anche se gli anni d’oro sono passati da un pezzo». Anche Antonio Saccà, commerciante storico di frutta e verdura in città, non ha dubbi: «Noi puntiamo tutto sulla qualità, pur mantenendo prezzi bassi. Ma i tempi sono cambiati, e con loro le abitudini dei biellesi. Io fortunatamente mi appresto ad andare in pensione, anche se ci sarebbe molto da dire sugli importi da fame per i commercianti. Ma io almeno ci sono arrivato, non so come faranno le nuove generazioni. Il mercato continua a contrarsi. Nella giornata del giovedì, quella meno frequentata, anche dopo poco tempo dall’accorpamento ci sono numerose voragini tra i banchi».
Nonostante la crisi, c’è un crescente interesse verso gli alimenti bio e a chilometri zero. Giovanni, titolare dell’agricola Vercellone, spiega: «Il trend è positivo, le persone stanno sempre più attente a quello che mangiano, anche se molte volte vince solo il prezzo più basso. A Biella lavoro abbastanza. Possiamo dire che va bene, ma non benissimo». La sfida per gli ambulanti di Biella è quindi duplice: da un lato, affrontare la concorrenza della grande distribuzione, dall’altro, cercare di attrarre nuove generazioni di clienti e commercianti.


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